QUALE SENSO DEL DOVERE?

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Viviana Rilla

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IO E IL MIO SENSO DEL DOVERE

Come possiamo modificare le nostre abitudini mettendo in discussione il nostro senso del dovere.

C’è un confine che definisce quando finisce la tua libertà e ha inizio il dovere?

Il senso del dovere può bloccare le nostre potenzialità, spegnerci e farci morire dentro.

Può portarci a produrre comportamenti inconsapevoli fino ad innescare meccanismi di sopravvivenza del tutto insani.

Cerco di spiegarmi meglio.

Hai presente quando vorresti essere ovunque fuorché dove ti trovi e vorresti fare qualsiasi cosa tranne quella che ti chiedono di fare?

Cosa senti in quel momento e dove sono queste sensazioni?

La difficoltà sta proprio nel capire quale sia la natura di tutto quello che si presenta ad un primo livello di ascolto, quando il malessere pervade confusamente ogni tipo di pensiero e di sentimento. 

Cosa siamo portati a fare?

La cosa più facile che ci viene da fare è andare a cercare all’esterno le risposte per trovare le cause

Di chi è la colpa?

Cercando il colpevole inanelliamo tutti i possibili SE:

“se non fosse perché…, se avessi potuto…se…se…se” e una serie di MA “ma perché proprio a me… ma cosa ho fatto per meritarmi questo…ma…ma…ma…”

che non fanno altro che rafforzare la difficoltà di metterci in ascolto con noi stessi con onestà.

Anche a me è capitato:

Sono stata una mia nemica

Lo racconto perché, per un gran bel pezzo della mia vita , ho agito nel nome del dovere.

Bravissima!

Sono stata bravissima nel portare avanti i miei doveri con disciplina e responsabilità, e l’ho fatto imponendomi regole e doveri talmente rigidi da portarmi a rinunciare ai miei bisogni più profondi-

Insomma sono diventata per certi versi nemica di me stessa.

Io, l’unica persona che si era imposta di imboccare quella strada e portare avanti con ostinazione quelle scelte che diventavano ogni giorno più dure da seguire.

 Nella vita però nulla è per sempre.

Ed è questa la buona notizia e l’atteggiamento che dovrebbe accompagnare i nostri percorsi anche professionali. Le situazioni spiacevoli così come arrivano passano e accettandole ci offrono la possibilità di fermarci e incominciare a capire cosa hanno da insegnarci.

Sono quelle occasioni straordinarie che, pur con una brutta veste, si presentano per offrirti la possibilità di fare un salto evolutivo.

D’altro canto se non capitasse qualcosa capace di smobilitare i nostri equilibri a chi verrebbe in mente di cambiare abitudini?

 Non ci sono certezze che valgono per sempre.

 C’è un momento in cui ti guardi allo specchio e decidi di lasciare andare tutte le certezze sulle quali avevi costruito il mondo migliore per tutti, tranne che per te stesso.

Mettere in discussione le proprie certezze è un atto di coraggio prima di tutto verso se stessi e poi verso il mondo intero che, di tutto ha bisogno, tranne che di persone che agiscono rinunciando ad amarsi.

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